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    Si esauriscono sempre troppo presto. In fondo è solo questo che mi disturba davvero.

    Si seccano come tubetti di colore acrilico, malamente richiusi per la fretta.

    Sono un artista. Dipingo murales e sono sempre alla ricerca di nuove muse. Non mi accontento di quelle piccole ninfe avide che ancheggiano spudorate sulle scale del mio studio. Illuse. Non hanno sfumature. La loro carne è livida. Sulla loro pelle la paura non lascia che delle deboli tracce di un rosso vagamente sbiadito.

    Nessuna sarà mai davvero come lei. Ho cercato negli anni di ritrovare quella perfetta sfumatura di rosso, sospesa tra il rosa e il viola. Non ne sono stato capace.

    La natura è matrigna. Mi ha condannato a cercare inutilmente quell’istante perfetto vissuto quando non ero pronto a comprendere. Quando non sapevo.

    Sono un artista e sono un ladro. Cerco l’orchidea che si schiude nell’anima di ognuna delle mie muse. L’ammiro. L’accarezzo lievemente assaporando la vellutata leggerezza dei petali prima di strappargliela via e usarla per dare vita e fuoco ai miei murales.

    Lei coltivava orchidee. Perfette. Carnosi fiori carmini ad invadere la casa. Quell’odore è idelebilmente impresso nella mia pelle. Non riesco a liberarmene.

    Non posso dimenticarlo. Eppure ci ho provato. Ogni dannatissimo giorno da allora.

    Con ogni donna che ho incontrato. Sempre invano.

    Sono un artista. Nei miei murales c’è tutta la mia vita. Quella che mi è rimasta, dopo di lei. La mia prima musa. L’origine e il tutto. La sua bocca sulla mia. Le sue mani e quel profumo a marchiare, indelebilmente, le mie notti bambine.

    Sono un serial killer. E non provo rimorso.

    La mogliettina

    Seta bianca a sfiorare i glutei. Una sorta di coperta di Linus spazio temporale. Un click nella sua testa.

    Sente la dolcezza montare lenta, la voglia di servirla satura  ogni poro rendendolo un’unica estesa superficie recettiva al desiderio. Il desiderio di lei.

    E’ arrabbiata. Il malumore le offusca lo sguardo e le indurisce la mascella. Gira con forza eccessiva le pagine del libro. Il tono è brusco. Vibra di violenza repressa.

    Lui la osserva. Sente la rabbia fluire da lei e si fa carta assorbente. Vibra. Le mani gli formicolano dalla voglia di toccarla. Cade in ginocchio di fianco al letto. Lei ha le spalle irrigidite contratte. Osserva con forza ostinata un punto  inesistente sulla parete bianca. I baci cadono lievi. Quasi impercettibili. Quasi. Sfiora con reverenza la pelle calda. Il suo calore lo scotta. Il respiro di lei muta. Le spalle si rilassano. Le parole sono inutili. Equivoche. Leggi tutto »

    lacrime di serenità

    Sei bello.
    Guardi le mie iniziali sul tuo corpo
    con un sorriso luminoso Leggi tutto »

    Esprit

    Non ho patria.

    Ne legge.

    Non riconosco morale, ne precetto.

    Mi sforzo di vivere.

    Lotto contro demoni spesso invisibili ai più.

    Vinco, sempre più difficilmente.

    Ogni giorno pago un prezzo.

    Sempre più alto.

    Sosto nel nulla dei miei pensieri vorticanti.

    Respiro il vuoto della mia anima rattoppata con filo spinato.

    Scruto nell’onda verde della memoria

    alla ricerca di un frammento di sole.

    Un taglio obliquo sul volto.

    Cinico riflesso di un antico sorriso.

    Ho imparato. Molto da tanti. Poco dai più. Leggi tutto »